Aiutiamo la Siria!
Aiutiamo la Siria!

Tre monitor per l’ospedale di Karak (Giordania)

in memoria di Giustino Di Salvo

Per illustrare il progetto utilizziamo la lettera che ci ha scritto Suor Adele Brambilla (Suore Comboniane), responsabile dell’Ospedale.

 

“Grazie a tutta la ONLUS per il grande lavoro compiuto a sostegno della nostra missione. Facendo seguito alla telefonata   alleghiamo alla presente il nostro progetto nato dalla situazione di emergenza che stiamo attraversando.

 

Anzitutto un grazie per la comprensione, l’ascolto e soprattutto il vostro dedicato lavoro che vi pone al servizio delle situazioni di grande emergenza nel mondo intero. Nella descrizione del progetto condividiamo un po’ la nostra situazione che tanto ci preoccupa in questo momento.

 

Ringraziamo fin d’ora per tutto quello che potrete fare per noi e attraverso di noi a questo popolo che sta vivendo momento di grande sofferenza.”

 

Obiettivi del progetto

 

La nostra missione è situata a Karak, (Giordania), che si trova a circa 140 chilometri dalla capitale: Amman. Karak è la zona più povera della Giordania, con una popolazione di 250.000 abitanti

La nostra comunità di Suore Missionarie Comboniane sta dando da più di 80 anni attraverso l’Ospedale un servizio medico alla popolazione della regione di Karak e altre zone confinanti, abitato da varie presenze: locali e immigrati, in particolare i beduini, curdi, gorani, (un gruppo etnico africano) nonché da rifugiati: siriani, iracheni, egiziani, cingalesi e pakistani. Sono soprattutto i rifugiati siriani che hanno bisogno della nostra attenzione.

 

Una degli specifici obiettivi della nostra missione è quello essere un segno di carità evangelica e di dialogo tra musulmani e cristiani nel mondo islamico attraverso il ministero della cura della salute con particolare attenzione ai poveri e più abbandonati secondo il nostro carisma.

Condividiamo questo obiettivo con il nostro personale che lavora con noi (circa 85 persone la maggior parte dei quali sono musulmani). Condividiamo con loro il rispetto della vita, l'attenzione privilegiata per coloro che sono più poveri ed esclusi. Condividiamo con loro una particolare attenzione per le donne ei bambini attraverso la cura e il sostegno in tutti gli aspetti. Condividiamo con loro la nostra missione quotidiana attraverso un dialogo di vita.

 

Come è noto la Giordania sta attraversando un momento di fragilità e vulnerabilità dovuto alla crisi della zona mediorientale che la circonda. Questo ha infatti una ripercussione sulla vita quotidiana delle persone. Anche il nostro ospedale ha percepito questo momento di incertezza e vive un momento particolare soprattutto finanziariamente.

I bisogni sono sempre presenti considerando che il nostro ospedale è una organizzazione senza scopo di lucro (Non profit). Durante questi ultimo tempi abbiamo notato anche una diminuzioni dei donatori mentre il numero di persone che chiedono aiuto è sempre in aumento. 

Sono due i punti fondamentali nella nostra preoccupazione quotidiana desideriamo condividere con voi anche se sappiamo quante situazioni analoghe vi interpellano: l’emergenza rifugiati siriani e l’approvvigionamento di apparecchi medici.

 

Il nostro ospedale è stato chiamato dal 2013 per far fronte alla situazione di emergenza dei rifugiati siriani che sono fuggiti attraverso i confini. Il numero è in costante aumento, anche a Karak.

Questa situazione sta toccando e ci sfida continuamente in un modo speciale. Il nostro ospedale ha aperto le sue porte per chi è nel bisogno: particolarmente il reparto maternità, i bambini e altri casi di emergenza.

In questi ultimi mesi a causa della crisi e la mancanza di risposte da parte dei donatori abbiamo trovato molto difficile coprire con le nostre risorse finanziarie casi di emergenza.

Stiamo cercando di rispondere alla emergenza con il nostro piccolo budget raccolto attraverso donatori privati ​​per chiedere aiuto. È doloroso di non essere in grado di ampliare la nostra possibilità di sostenere questi rifugiati.

Grazie anche al vostro precedente aiuto abbiamo potuto rispondere prestando cure   mediche e chirurgiche specifiche per diversi casi come antecedentemente riportato.

L'anno scorso abbiamo trattato più di 1500 casi. E quest'anno siamo sullo stesso percorso.

 

È PER QUESTO CHE NON POSSIAMO METTERE QUALCOSA DA PARTE PER AFFRONTARE SPESE EXTRA O STRAORDINARIE.

 

Il nostro ospedale è un ospedale non profit  e il reddito è utilizzato principalmente per i costi di gestione.

Come abbiamo condiviso con voi, siamo chiamati ogni giorno a continuare il cammino al fine di mantenere lo standard richiesto dal Ministero della Salute e di servire il popolo in un modo migliore. Mantenere lo standard è un obbligo se vogliamo sopravvivere in questa parte del mondo.

 

Ora ci troviamo di fronte alla necessità di provvedere a nuovi monitor per i reparti per casi specifici che hanno bisogno di continuo monitoraggio dei parametri vitali. I due che abbiamo sono molto vecchi e spesso non registrano i dati. Non possiamo più usarli."

Preventivo del progetto AIULAS (vedi di seguito)

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Descrizione

Costo totale

(€)*

3 Monitor 5.008,00
Spese bancarie 35,00
TOTALE  5.043,00

*cambio JD (Dinaro giordano)/€  =1,26

Per concorrere alla realizzazione del progetto è possibile inviare un contributo a:

 

Aiutiamo la Siria! – ONLUS

Banca Popolare Etica – Filiale 4, Roma

Conto corrente bancario 177173

IBAN      IT85 H050 1803 2000 0000 0177 173

BIC        CCRTIT2T84A

 

oppure fare una donazione con carta di credito o tramite Paypal

 

 

 

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